domenica 22 dicembre 2013

i nove 45 giri


In una sera di pioggia accompagno la Streghina in quella che diventerà la sua nuova casa, per fortuna ha sempre con sé il piccolo ombrello a strisce bianche e rosse.
L'accoglienza è calorosa, oltre ad S. che ha deciso di adottarla, ci sono anche D. e G. che la annusa e le fa le fusa. Credo che qui sarà a suo agio e continuerà la sua azione di protezione delle dimore che abita.

S. mi mostra i nove dischi che ha deciso di scambiare, li ha ritrovati poco tempo fa sotto un armadio della casa dei genitori dove li aveva infilati quando era bambino. Sono rimasti lì per lunghi anni, nascosti, immobili, silenziosi, ad attendere di essere recuperati. Chissà quale emozione hanno provato a ritrovare chi li aveva nascosti lì sotto dopo tutto questo tempo, chissà se sono ancora in grado di raccontare le storie incise tra i solchi o produrranno nuovi suoni e nuovi racconti che questo tempo ha lasciato sedimentare sulla loro superficie?

mercoledì 4 dicembre 2013

la Streghina


C. pensa che la sua "Streghina" sia pronta ad intraprendere un viaggio, per questo motivo può consegnarla in cambio del "Gruselino", il gioco che contiene un mazzo di carte che a loro volta hanno piccole streghe ed altre creature mostruose riprodotte sulla loro superficie.
La casa di C. è affollata da fate e streghe, ciascuna con la propria anima, ciascuna con il proprio ruolo da custode, ma la prescelta è la più matura di tutte e poi è in grado di affrontare le giornate gelide a venire: indossa un cappotto, un cappello e tiene tra le mani un ombrello per ripararsi dalle intemperie.
E' stata la protettrice della casa dove C. era andata a convivere con L., ha gambe e braccia molto sottili, capelli argentati ed uno sguardo dolce ed accogliente, anche se l'appuntito ombrellino metallico fa intendere che sa essere anche piuttosto combattiva... all'occorrenza naturalmente!



giovedì 3 ottobre 2013

Gruselino


Gruselino come dicono S. e S. è
un gioco di carte bellissimo, ci abbiamo giocato tutta un'estate con dei nostri amici al campeggio, l'unico inconveniente è che è in tedesco, ma non importa, le regole si inventano al momento... è proprio li il bello!!!
Il primo incontro per lo scambio è avvenuto con S. mamma ad un motoraduno, ma le immagini che la ritraevano con l'oggetto rotante si sono dissolte nel nulla. Per questo all'incontro successivo abbiamo pensato che fosse meglio ritrarre S. figlio: nei suoi occhi si possono ritrovare quelli della mamma che lo accompagnano senza limitare il suo cammino.

lunedì 8 luglio 2013

Yoyo


Quello con L. è stato uno scambio non premeditato.
Ci siamo incontrate e conosciute al Castello d’Albertis di Genova in occasione di un laboratorio sul BagattoBaratto. Insieme a me viaggiava il “Kit del piccolo giocoliere”, del quale ho raccontato la storia. Così, semplicemente, ma con grande profondità L. ha raccontato del suo Yoyo che ora porto con me in cerca di un nuovo custode.
Ecco il suo racconto:

Un giorno, quando avevo 3 anni, la mia mamma, tornata dalle peonie, mi regalò uno yoyo. Ci giocavo TUTTO IL GIORNO, OGNI GIORNO, e mi piaceva tantissimo, davvero. Lo portavo SEMPRE CON ME, e, ovviamente, L'HO SEMPRE PORTATO CON ME. Un giorno, quando avevo 6 anni, non lo trovavo e ho pianto in un modo PAZZESCO! Ma invano perché era nella mia SUPEREXTRAUSATA borsa delle Barbie. Fiu! Quante lacrime sprecate! L'ho conservato fino all'età di 9 anni e mezzo e il giorno 27/6/2013 mi sono sentita emozionatissima, perché ho barattato il mio yoyo che chiamavo YO, con il sacchetto di un ragazzo di nome Federico.

martedì 11 giugno 2013

il Kit del piccolo giocoliere


Ci siamo inseguiti a lungo F. ed io prima di riuscire ad incontrarci fisicamente oltre che virtualmente. Una stazione ferroviaria, il luogo perfetto per chi si trova spesso a vagare per il mondo. 
F. mi racconta del piccolo sacchetto di juta che porta l'iniziale del suo nome ricamata in azzurro e del suo contenuto: un kit tascabile da giocoliere composto da due piccole trottole di legno, un dado a dodici facce e tre minuscoli cerchi. Gli era stato donato all'età di 18 anni da una ragazza che lo amava, lei conosceva la sua passione per i giochi, sapeva che nelle sua tasche c'era sempre posto per i cinque sassi che utilizzava per il gioco degli astragali. Così aveva pensato di realizzare questo kit, che simbolicamente poteva accompagnarlo in una vita dove il gioco può essere utilizzato come strumento in grado di sdrammatizzare ed alleggerire l'esistenza. 




mercoledì 3 aprile 2013

il frammento del muro di Berlino

Un piccolo frammento del muro di Berlino, azzurro, conservato nella bambagia, a sua volta dentro una busta che porta una scritta.
F. l'aveva ricevuto in dono da un'amica della madre, nel 1990, a pochi mesi dalla caduta del muro. Allora era una ragazzina, ma già comprendeva l'importanza di questo accadimento.
Ora vede questo oggetto come segno tangibile di tutte le linee di confine, mentali, simboliche e reali che possono, devono essere abbattute. Ogni giorno.


venerdì 23 novembre 2012

la dinamo



Nel corpo della clessidra scorrono insieme alla sabbia sottile tutte le storie raccontate  nel BagattoBaratto fino ad ora. 
Ora, che il primo mazzo di carte si è chiuso, è il momento di capovolgerla e di dare inizio ad un nuovo ciclo, ad un nuovo viaggio... tutti rientrano in gioco.
La clessidra è già partita, queste le parole di chi l'ha voluta prendere in custodia:
Vorremmo avere la clessidra e darti in cambio un oggetto per noi prezioso: una dinamo per bicicletta… e fermare un po’ il nostro tempo… renderlo ciclico…e farlo poi ripartire verso nuovi progetti, orizzonti, obiettivi, sogni.
La dinamo proviene gratuitamente da un negozio, verrà usata per una sei giorni che racconta i temi della sostenibilità ed è un oggetto che per noi rappresenta più di ogni altro la capacità dell’uomo di trasformare un gesto semplice e quotidiano  in energia intelligente.Lo scambio non sarà con un singolo, ma con un gruppo che ha lavorato insieme per mesi col risultato di divenire una vera COMMUNITY

retro carta BagattoBaratto | secondo mazzo



retro carte BagattoBaratto | secondo mazzo
al giro della clessidra il gioco ricomincia

domenica 28 ottobre 2012

la clessidra e il primo mazzo che si chiude



 E con una clessidra si chiude il primo mazzo di tarocchi.
Zenobia mi ha accompagnata per tutta l'estate, sapevo che sarebbe arrivato il tempo di lasciarla andare, sapevo che sarebbe arrivato il tempo di chiudere il primo mazzo di carte di un gioco iniziato quasi tre anni e mezzo fa.
Ciò che non sapevo era che l'oggetto perfetto per un ciclo che si chiude ed uno nuovo che si apre mi stava aspettando.
Così lascio immaginare la storia di E. e del suo oggetto.
Con le parole di Baricco in un frammento di Oceano Mare.
Sai cos'è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta...

giovedì 19 luglio 2012

Zenobia

Ho atteso a lungo prima di scrivere di Zenobia, ma stasera racconterò di lei. Zenobia apparteneva a R.; l’aveva trovata in un negozio dopo aver visitato nel 2003 una mostra sulle città invisibili alla Triennale di Milano. Lì nel giardino un’installazione di Giuliano Mauri: un’altra Zenobia, più grande, simile a quella che ora porto con me.
Detto questo, è inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere le città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.-I. Calvino-
Questo è ciò che R. ama di Zenobia, città sottile.

venerdì 8 giugno 2012

Il Portaincenso

E' avvenuto a Roma il nuovo scambio. B. mi aveva contattata qualche tempo fa, quando aveva letto la storia della rosa, così scriveva:-in cambio offrirei un portaincenso in legno indiano regalatomi ormai dieci anni fa esattamente il 20 aprile (era un regalo di compleanno, io sono nata il 28 che mi fu dato in anticipo)…è stato compagno di grandi riflessioni, momenti di meditazione importanti o anche più semplicemente relax in compagnia di un buon incenso e una tisana calda… mi piace l'idea che possa portare raccoglimento emotivo e mentale a chiunque lo voglia con sé.- Così, senza troppo pensare, ho deciso che era il giusto momento di prendere una pausa da tutto e tutti e accompagnare la rosa verso la sua nuova custode. In viaggio verso nuove storie da ascoltare, nuovi luoghi da scoprire, nuove persone da incontrare.

venerdì 20 aprile 2012

la rosa

Ho portato a spasso per parecchio tempo il collare di A. prima di consegnarlo! E' stato a Genova in un museo, sui colli della Brianza, ad un concerto a Milano, e poi ieri sera è arrivato a S. Vedendo alcune sue fotografie avevo immaginato potesse piacerle, così gliel'ho proposto e lei ha accolto con entusiasmo l'idea dello scambio, dicendomi tra l'altro che quando è nata alla radio suonava "Lisa dagli occhi blu" ed avrebbe potuto chiamarsi così. Le coincidenze! Abbiamo scelto come luogo dell'incontro un locale, nel corso di una serata del baratto...un'infinità di oggetti mi sono passati davanti agli occhi, ma solo la rosa è rimasta a lungo nelle mie mani. E' di ferro battuto, il suo ex fidanzato gliela aveva donata una sera a Praga, acquistandola ad un artigiano della piazza "malà strana" dicendole che rappresentava l'amore eterno visto che non appassisce mai. Ora spera che qualcuno la possa custodire mantenendo intatto il suo significato originario.

domenica 1 aprile 2012

il Collare

Ho incontrato A. in un parco in una giornata di vento e sole, le ho mostrato il portachiavi con le chiavi e prima di leggerle le carte ho preso in mano l'oggetto che mi ha portato. A volte le parole sono superflue, è sufficiente dire che A. l'ha ricevuto da una persona, e l'ha indossato, il resto è puro gioco d'immaginazione. E l'immaginazione può dare inizio ad una nuova storia che ancora deve essere inventata.

lunedì 19 marzo 2012

Il portachiavi e le chiavi

L. dice di aver trovato l'oggetto da barattare parecchie settimane fa rovistando dentro un cassetto e di averlo messo da parte in attesa che venisse il suo turno di scambio. Qualche tempo fa le era sfuggito un oggetto che era stato preso da un'altra persona, ma questa volta è stata velocissima, il Tóncc è rimasto con me meno di una settimana. Mi racconta che mentre cercava qualcosa di significativo ha ritrovato il portachiavi, che aveva nascosto nel cassetto molto tempo fa per allontanare il ricordo di un'amica ormai molto lontana. Anche lei ne possiede uno uguale, chissà se lo usa ancora! A quello di L. sono attaccate due chiavi, che aprono due porte, forse una a Pavia e l'altra a Pisa e che raccontano di una casa, dell'università, della libertà, dell'amore, due chiavi che racchiudono come in uno scrigno ricordi di momenti preziosi.

martedì 13 marzo 2012

il Tóncc

Ho conosciuto D. un paio di settimane fa in occasione di una serata del baratto organizzata da un'amica in un piccolo circolo bergamasco, lì ci siamo lasciati con l'intenzione di rivederci per il baratto del fiasco. Così, ieri sera D. aveva già preparato tre possibili oggetti da scambiare e quando ha iniziato a raccontarmi del Tóncc non ho avuto dubbi. Meglio spiegare subito di cosa si tratta, il Tóncc è un gioco da tavolo ideato da D. e quello che mi consegna in cambio del fiasco è uno dei primi prototipi da lui realizzati. Ogni singola parte del gioco è fatta a mano, con materiali "poveri", questa è una delle caratteristiche essenziali. Mentre D. mi racconta del gioco comprendo quanta dedizione, passione, maestria sta mettendo in questo lavoro. Gran parte della sua casa è occupata dai vari pezzi del gioco che sta producendo, ognuno disposto secondo un preciso ordine: i Tóncc (tondi o piatti dal dialetto bergamasco) suddivisi per colore e simbolo, i pedoni, i sacchetti di juta... Non si può far altro che giocare una partita ed è bello che un nuovo gioco entri nel mio gioco.

sabato 28 gennaio 2012

il fiasco impagliato

Primo appuntamento al buio: G. ha accettato di incontrarmi e vedere l'oggetto del baratto solo in seguito ad un racconto, lui non conosceva il BagattoBaratto. Dopo aver osservato con attenzione il dipinto decide che gli troverà sicuramente un posto in taverna. Poi mi mostra l'oggetto che ha pensato di consegnarmi, un fiasco impagliato dal padre negli anni'80. L'impagliatura è particolare, legni di castagno e salice intrecciati. A completare l'opera il tappo, un tutolo intagliato con maestria. G. descrive nel dettaglio l'oggetto ed è subito evidente la sua conoscenza e passione per tutto ciò che riguarda l'interazione uomo-natura. Così è un attimo passare dal fiasco a parlare di erbe commestibili e poi di fieno ed asini... ma il tempo corre ed il sole in questa stagione cala presto, G. ha fretta di ritornare alla vite da potare; scatto in un istante la fotografia e riparto in cerca di una nuova storia da ascoltare.

venerdì 20 gennaio 2012

il dipinto

Ed io che immaginavo che il volume della Domenica del Corriere sarebbe andato ad un uomo non più giovane! Mi sbagliavo, anche perché le tre persone che me lo hanno richiesto sono giovani donne. M. in realtà non lo terrà per sé ma lo donerà ad una persona molto speciale, credo che questo sia il secondo baratto "dedicato" del mazzo. In cambio mi mostra un dipinto ad olio che aveva realizzato quando era alle medie, il primo ed unico mai prodotto. Era un regalo di compleanno per il padre, il soggetto arrivava da un libro di fotografie sulla vita bergamasca. Dice che la sua passione per le materie artistiche l'aveva portata a pensare di intraprendere studi che andassero in quella direzione, ma spesso si sa le cose non vanno esattamente come si sono immaginate; così si è ritrovata a fare una scuola di indirizzo diverso ed i colori ad olio sono rimasti quasi intonsi nei loro tubetti. Ma ora vorrebbe ridare valore a tutti i sogni e i desideri che rimangono chiusi troppo a lungo dentro un cassetto, perché non iniziare proprio da qui?

mercoledì 4 gennaio 2012

la Domenica del Corriere

La tela, promessa ormai un mese fa, è arrivata soltanto oggi pomeriggio a destinazione. Ha viaggiato per un brevissimo ed impossibile tratto con la bicicletta, poi sospesa fuori dal finestrino di un’automobile, quindi più comodamente in camper ed infine sul magico portapacchi della Panda che sopravvive fiera all'usura da oltre vent’anni. La tela che aveva inaugurato la casa di S. ora giunge in quella dove A. si è trasferito da pochi mesi. Sul tavolo della cucina è posato il suo oggetto del baratto, è prezioso e speciale: un volume rilegato che raccoglie “La domenica del Corriere” dal 4 Gennaio 1920 al 2 Gennaio 1921. Incredibile, mi accorgo solo ora che anche oggi è il 4 Gennaio, ma del 2012! La collezione, molto più ampia, è stata raccolta dal bisnonno di A. che poi ha donato al nonno, quindi alla mamma ed ora è arrivata a lui che da sempre ha una passione spiccata per la storia e tutto ciò che la riguarda. Sfogliando il volume si ha la sensazione di accarezzare e di attraversare frammenti di tempo che si sono fermati e cristallizzati in parole ed immagini, brevi istanti che hanno trovato una dimensione di memoria che si tramanda di genitore in figlio.

lunedì 5 dicembre 2011

la tela

E' a casa di S. che avviene lo scambio, il suo oggetto -una tela, forse un tessuto d'arredamento, che le era stato donato e lei aveva deciso di intelaiare- era stato uno dei primi a trovare un posto privilegiato quando era venuta ad abitare qui. E' rimasto appeso alla parete della cucina-soggiorno per oltre sette anni ed ha accompagnato lei e i suoi ospiti in una moltitudine di colazioni, pranzi, merende e momenti conviviali vissuti in questo luogo. Così, io lo ricevo nel corso di un pranzo gustoso accompagnato da acciughe e racconti. Così S. mi spiega che il disegno stampato sulla tela è ispirato ai personaggi Gargantua e Pantagruel che percorrendo a piedi quasi tutta l'Europa, raccoglievano storie e racconti interessanti lungo il tragitto; di ritorno a Parigi, invitavano gli amici ad ascoltare le loro narrazioni, attorno a mense ben fornite di vino e di qualsiasi cibo possibile. Anche per i tulipani la stessa calda accoglienza, un vaso è già stato predisposto per loro ed ora attendiamo soltanto la primavera per vederli fioriti...

venerdì 18 novembre 2011

i bulbi di tulipano

Questa volta nessun viaggio, la "barattante" arriva a domicilio...ogni tanto capita. La scarpetta già pronta sul tavolo della cucina attende E. Lei mi mostra immediatamente i cinque bulbi di tulipano di cui mi aveva parlato, sono i figli di quelli che da qualche anno coltiva sul suo balcone di Milano. Alla fine della stagione di fioritura li toglie dai vasi e li divide dai piccoli, per lasciare il posto ai gerani che rimangono per tutta l'estate e nuovamente a novembre li interra in attesa dei fiori colorati che giungeranno in primavera. Così, questi piccoli bulbi raccontano di un'anima che sa pazientare e prendersi cura di loro in attesa di nuovi colori inaspettati. Ma il 25 di novembre sarà luna nuova, che li vorrà per sé dovrà affrettarsi a dar loro una dimora invernale!

mercoledì 9 novembre 2011

la Scarpetta

Non è la scarpetta di cenerentola quella che trasporto con la mia bicicletta al rientro del nuovo incontro-baratto, anche se è minuscola come quella della fiaba ed è singola, la destra per l'esattezza. S. racconta che si tratta della sua prima scarpetta da calcio, naturalmente esiste anche la compagna, ma l'aveva già donata alla fidanzata qualche tempo fa. Il gioco del calcio l'ha accompagnato dall'infanzia quando addirittura il prato della sua casa era stato trasformato in un piccolo campetto da gioco ed ogni pomeriggio un gruppo di amici lo raggiungevano per calciare il pallone fino a sera. Da ragazzo, poi, c'è stata l'occasione per lui di intraprendere la carriera agonistica, ma la decisione di continuare a studiare lo ha portato a scegliere altrimenti. Il gioco del calcio resta una passione profonda e forse anche per questo motivo è rimasta in una dimensione amatoriale, la migliore per goderne in libertà.

mercoledì 19 ottobre 2011

la Shinai - il re di spade -

Dopo aver accettato la scultura L. mi mostra una Shinai che si utilizza nel Kendo, o meglio la sua prima Shinai! Un oggetto carico di storia che L. sa raccontare con tutta quella energia che si deve concentrare nel Kikentai, ovvero il colpo che unisce KI spirito KEN spada TAI corpo. Lui ha intrapreso questa disciplina da poco più di un anno, ma ne ha già interiorizzato la filosofia che la sostiene, tenendo in mano la sua "spada" è facile percepire l'anima che l'ha accompagnata fino ad ora.. tutto il resto è superfluo.

lunedì 3 ottobre 2011

la scultura

meno di una settimana sono rimasti con me gli orecchini d'ametista, ma il tempo è bastato per farli viaggiare in Austria, in bella vista sul rimorchio della bicicletta, è stata una gioia vederli splendere al sole.. al rientro già mi attendeva il messaggio di R. che diceva: ho visto i favolosi orecchini di ametista... sono già stati barattati?..Ho già pensato anche all'oggetto che darei in cambio. Detto, fatto, in un paio di giorni sono suoi! Appoggia sul tavolo tre oggetti tra i quali scegliere quello da scambiare e dopo un momento d'indecisione tra un puffo ed una piccola scultura che aveva realizzato nel 1997, opta per quest'ultima. L'aveva modellata quando frequentava il Liceo Artistico ed è uno dei pochi oggetti che ha portato con sé quando si è trasferita ad abitare col suo compagno. Dice che mentre cercava l'oggetto del baratto si è resa conto di quanto poco è legata alle cose e che molto spesso le elimina, mentre questa piccola scultura di creta e rame è rimasta con lei per tutti questi anni, come a testimoniare una parte della sua esistenza.

domenica 25 settembre 2011

gli orecchini di ametista

Ha viaggiato a lungo insieme a me il bastone della pioggia, prima in Liguria, poi in Emilia e in Umbria, ma infine lo scambio è avvenuto a pochi chilometri da casa in uno splendido parco in un soleggiato pomeriggio di settembre. Quando le ho sottoposto l'oggetto D. mi ha scritto: "... la tua proposta capita con un tempismo perfetto a benedire un mio nuovo progetto di lavoro terapeutico con il suono, dove i suoni saranno soft, e il bastone della pioggia sarà perfetto..." Così è deciso, è suo! Mi mostra in cambio una custodia dentro la quale si trova una scatoletta che a sua volta contiene un paio di meravigliosi orecchini d'argento coronati da una cascata di piccole ametiste. Questa pietra, racconta, è in grado di curare la parte del corpo con quale entra in contatto, questo il motivo per cui ha pensato di scambiarla con il bastone della pioggia, entrambi hanno nella loro natura una funzione terapeutica...

venerdì 29 luglio 2011

il bastone della pioggia


Quando raggiungo Piazza Manzù, C. mi sta aspettando.
Le mostro la gonna ed immediatamente diventa sua, in un secondo la indossa e mi mostrarmi tre oggetti tra i quali poter scegliere.
Sono:
1 un libro - Il paradiso - che aveva trovato a Pavia in un giorno di pioggia, tra le pagine si scorgono gli appunti scritti da differenti persone.
2 il suo walkman storico completo di cuffie, altro oggetto significativo.
3 un piccolo bastone della pioggia ricavato da un cactus. L'aveva ricevuto in dono, probabilmente nel 2006, dal suo fidanzato dell'epoca di ritorno da un viaggio in Cile.
Pensandoci, dice, è proprio questo l'oggetto che vorrebbe consegnarmi, perché se da un lato vi è affezionata profondamente, dall'altro vorrebbe lasciarlo andare.
Il tempo che scorre permette alla memoria di assumere nuove forme e significati ed ora è giunto il momento di concedere al bastone della pioggia di passare ad altre mani.
E' fatta.
Ritorno a casa in compagnia di questo meraviglioso strumento dal suono delicato, passeggiando tra le gocce di una sottile pioggia propiziatoria.

La colona sonora di questa storia è: Nuvole Bianche di Ludovico Einaudi

mercoledì 13 luglio 2011

la gonna variopinta


Ed io che pensavo che la sciarpa sarebbe rimasta con me fino al cambio di stagione. Mi ha accompagnata in Valle d'Aosta, sul Lago di Miage ed effettivamente non mi ha dato fastidio, la sera si sfioravano gli zero gradi! Ma ieri, giorno dello scambio, a Bergamo ci saranno stati trenta gradi all'ombra. Ho incontrato I. in un parco, sperando in un alito di vento (speranza vana), lei coraggiosamente l'ha avvolta intorno al collo per la fotografia e mi ha consegnato la gonna variopinta che ora ho con me. Mi aveva scritto: "ho scelto l'oggetto...è una gonna che ho comprato a 16 anni, abbiamo passato insieme 8 gloriose estati e ci tengo tantissimo". Confesso che appena sono tornata a casa l'ho indossata e ci ho fatto un giro...

lunedì 27 giugno 2011

la sciarpa


è in un pomeriggio bollente di Giugno che V. mi consegna la sciarpa che dovrò barattare. Effettivamente - dice - non è proprio un oggetto di stagione, ma è il primo manufatto di questo tipo realizzato da sola. Successivamente ne ha creati altri, tutti di diverso colore, ma questo è il primo ed il solo lavorato con due fili diversi, è quello a cui è più affezionata, per questo ha deciso di scambiarlo..

martedì 17 maggio 2011

il gallo


Prima di incontrarci per il baratto al "laghetto dei cigni" G. mi aveva scritto questa storia:
...Narra la leggenda che un pellegrino portoghese, forse un mercante, diretto a Santiago di Compostela, giunto nella cittadina di Barcelos, al confine con la Galizia, per trascorrere la notte in una locanda, sia stato ingiustamente accusato dall’oste di un crimine che non aveva commesso. Cronache differenti parlano di furto, altre di omicidio. Comunque sia, tutte riferiscono della condanna alla pena capitale dello sventurato. Senza alibi e con tutte le circostanze contro, a nulla valsero le sue vibranti proteste d'innocenza.
Dopo aver implorato l'aiuto di San Giacomo ed essersi affidato alla Divina Provvidenza l'uomo chiese come ultimo desiderio di essere condotto alla presenza del giudice; davanti al magistrato assiso ad una tavola riccamente imbandita, con un grosso gallo arrosto al centro della mensa, il condannato proclamò nuovamente la sua innocenza e, rivolto al Cielo, affermò che a sostegno delle sue affermazioni il gallo si sarebbe sollevato ed avrebbe cominciato a cantare...

Tanti i motivi per cui G. ha deciso di consegnarmi proprio questo oggetto: perché è un simbolo maschile e fa da figura complementare alla dea Tanit, perché porta dentro la sua storia un senso di giustizia, fede, viaggio e forse anche perché l'ha accompagnata in uno dei periodi più felici della sua vita.

sabato 23 aprile 2011

la dea tanit


Lo scambio avviene a Cagliari, in una giornata di pioggia lieve e vento, un clima perfetto per veder volare la piccola bandierina bianca tra le mani di M. Sono trascorsi forse due anni dall'ultima volta che ci siamo incontrati, sempre in Sardegna, ma nella città di Carbonia. Lì mi aveva portata a visitare il sito archeologico di Monte Sirai, un luogo magico e ventoso dove gli alberi per vivere sdraiano i loro tronchi lungo il terreno. Sempre in quel sito si trova una tomba che mostra inciso il simbolo della dea Tanit a rovescio. Questo stesso simbolo si trova sul ciondolo che ora mi consegna, è stato intagliato nel corno dal custode di quel luogo.
Riparto con Tanit, dea della fertilità, dell'amore e del piacere, associata alla buona fortuna, alla Luna e alle messi, in cerca di una persona innamorata che desideri custodirla.
Questo il desiderio di M., non aggiungo altro ma penso che i suoi occhi parlino da soli..

domenica 17 aprile 2011

il picchetto e la bandierina


Avviene senza preavviso il nuovo scambio.
Nel corso dell'inaugurazione della mia mostra incontro per la prima volta un gruppo di ragazzi scout che mi avevano contattata via e-mail ed è emozionante sapere che si sono informati sul mio progetto ed hanno scelto con cura degli oggetti da scambiare.
Visto che si tratta di un baratto di gruppo (il secondo fino ad ora) la scelta è andata verso qualcosa che fosse significativo per tutti e così mi vedo consegnare un picchetto, oggetto che che li lega alla terra ed una bandierina bianca che riconduce simbolicamente all'elemento aria ed al vento. Bianca perché chi la riceverà avrà la possibilità di personalizzarla.
Prendono la piccola tartaruga che terranno nella loro sede dentro una teca che hanno intenzione di costruire.
Così avviene questo scambio inatteso, ma denso di significato.

sabato 26 marzo 2011

la tartaruga


P. non ricorda da dove arriva la tartaruga che mi consegna, la possiede da anni, insieme ad altre di vari materiali e forme, la sua collezione ne comprende anche una di sapone ed una di cioccolato .
Dice che probabilmente ama questo animale perché un po' le somiglia..

Tartaruga, la quale è posta tra le due parti superiore e inferiore della sua corazza come l’Uomo fra il Cielo e la Terra!

ed è una una piccola gioia vedere che la tartaruga interrata nel suo giardino sta uscendo dal letargo, si comincia a scorgere il carapace arrotondato..

giovedì 24 marzo 2011

il giudizio


È rimasta a lungo con me la valvola cardiaca, ma in fondo la cosa mi ha fatto piacere visto che era uno degli oggetti che più ho desiderato possedere da quando è iniziato il “gioco”. E. l’ha scelta per diversi motivi, ma sicuramente per il suo legame inscindibile con il cuore, la utilizzerà all’interno di un progetto artistico del quale non vorrei svelare i dettagli.
In cambio mi consegna un libro che è profondamente connesso all'oggetto ricevuto. E' il libro preferito di una persona molto importante, una persona che scrive e che sta studiando per diventare medico, o più precisamente cardiochirurgo...
La cosa curiosa è che proprio fuori dalla casa di E. c'è un ramo di biancospino fiorito, il primo che vedo quest'anno e il Biancospino possiede una spiccata affinità nei confronti del cuore, è cardiotonico, antitachicardico, chissà se lei l'ha visto?

giovedì 17 febbraio 2011

la valvola cardiaca



Penso che Ganesha si trovi agio nella sua nuova dimora, accanto a lui altre divinità ed un demone...
Al suo posto torna a casa insieme a me un piccolo oggetto che non avevo mai visto ne toccato; è estremamente affascinante ed all'apparenza così delicato e semplice che risulta difficile pensare che si tratti di una valvola cardiaca meccanica.
A. pensava di utilizzarla come dilatatore dell'orecchio; ciò che lo interessa di questo oggetto è la sua natura altamente tecnologica che va ad intersecarsi profondamente con quella biologica del corpo umano.
A me piace la sua capacità di aprire e chiudere gli emidischi alla minima oscillazione, alla minima emozione..

La colonna sonora di questa storia è: Pop Porno di Il Genio

sabato 12 febbraio 2011

Ghanesha e il sole


il modo migliore per raccontare dello scambio con M. è iniziare dalle sue parole, così dice del ciondolo a forma di sole:
"penso che questo oggetto sia incline alla mia ricerca e alla mia sensibilità. Il simbolo del sole mi sta accompagnando da alcuni anni, nel mio tentativo di lettura ermeneutica a proposito del coro di Lotto. E tutto è partito da un mio viaggio in India, con il contatto dei simboli solari posti nei templi indu. Ma prima ancora, la ricerca sugli archetipi alchemici mi ha condotto alla potenza evocativa del sole-zolfo-oro e a tutte le correlazioni simboliche. Il libro che sto scrivendo sul coro di Lotto è tutto legato alla figura del sole nella cultura neoplatonica. Sole che era visto come immagine visibile dell'ineffabilità del mondo divino. Il fatto che l'oggetto del baratto sia intagliato nel lapis lazuli (pietra a me sacra per inclinazione e per affinità) apre a innumerevoli declinazioni del mio pensiero. Quindi il caso, componente essenziale del destino, mi sembra abbia portato qui, ora, in questo momento della mia vita, questo oggetto magico."
Da quanto scritto si deduce il collegamento con l'oggetto che mi viene consegnato: una piccola scultura raffigurante Ganesha acquistata in Rajastan, in un tempio tra Jaipur e Jodpur.
Ganesha, il signore della conoscenza, è il protettore di chi si accinge a scrivere, o meglio di chi desidera veicolare attraverso la scrittura ogni forma di "illuminazione".

lunedì 7 febbraio 2011

il ciondolo


è in un pomeriggio di sole quasi primaverile che incontro A. La sua casa così luminosa e accogliente è il luogo dell'incontro.
Dopo una lunghissima chiacchierata comincio a vedere gli oggetti che ha preparato per me, ancora non ha deciso cosa consegnarmi.
Mi mostra: un frammento del muro di Berlino, un bossolo, un corno animale, due spille; ognuno con la propria storia. Ma solo dopo aver ascoltato il racconto della maschera che sto per consegnarle, dice che forse potrebbe darmi un'altra cosa, che ha una storia così profonda e densa che non può essere raccontata.
Lei ne è stata la custode per molti anni, più di tredici ed ora il sole di lapislazzuli può ritrovare la sua anima luminosa, è il giorno perfetto, la maschera può celare e nascondere e il sole tornare alla luce..

la paura


ho sempre trovato inquietanti le maschere, ma è così bello mettersi in gioco!
Quando e dove indossarla?
L'inaugurazione di una mostra sulla paura è forse il luogo perfetto, ma non dentro "le stanze" è meglio nel parco, al buio.. i miei occhi non possono vedere, ma la pelle percepisce una presenza, lo orecchie odono dei sussurri, il naso raccoglie profumi difficili da identificare, tutto avviene in brevi ed intensi istanti.
Ora posso lasciarla al nuovo custode, io l'ho già vissuta.

giovedì 3 febbraio 2011

la maschera di pelle


il 28 Agosto 2010 si è avverata una fantasia che R. aveva da tempo e tutto grazie alla maschera di pelle nera.
Il potere dell'oggetto è di celare l'identità di chi lo indossa, per questo diventa più semplice liberarsi dalle proprie inibizioni e dar luce al proprio lato nascosto.
Chissà cosa accadrà a chi prenderà la maschera?

giovedì 27 gennaio 2011

la guida


da un viaggio globale ad uno in potenza.
F. aveva acquistato la guida di Budapest dove aveva programmato un viaggio che per una serie di motivi non ha mai avuto luogo. Per questo ha deciso di scambiarla con il mappamondo, forse qualcuno potrà portare con sé la guida e usufruire dei preziosi consigli che riporta e che F. ha evidenziato in alcune parti.
Per lei ora nuove strade e possibilità si aprono, possiede il mondo!

domenica 23 gennaio 2011

il mappamondo


M. aveva acquistato il mappamondo ad un mercatino delle pulci in Francia dove stava studiando. Da sempre gli piaceva l'idea di possederne uno.
In quel periodo disegnava molto ed i suoi disegni stavano appiccicati al muro con della gomma da masticare; utilizzava lo stesso materiale per indicare sul mappamondo le località di provenienza dei suoi amici... così il globo era un segno concreto del desiderio di viaggiare, conoscere nuovi luoghi e persone.
Ora un'altra forma tondeggiante, che porta in sé una storia in evoluzione sta prendendo il posto del globo che giaceva impolverato in cantina.
Se M. non può viaggiare così come avrebbe desiderato, forse l'oggetto del baratto potrebbe farlo per lui..

giovedì 20 gennaio 2011

"anatomia per gli artisti"


"anatomia per gli artisti", il volume che mi viene consegnato in cambio del cavallino a dondolo. Apparteneva a G., che dopo il liceo classico avrebbe desiderato frequentare "Brera". I genitori le avevano consigliato di "non perdere tempo", così poteva iscriversi ad una facoltà universitaria e nel frattempo prendere lezioni di disegno.
L 'insegnate le aveva fatto acquistare il volume in questione per meglio approfondire le parti anatomiche sulle quali si esercitava graficamente.
Ha deciso di scambiare il libro perché si è resa conto che la sua strada non era far l'artista, ma occuparsi d'arte in altra forma.

mercoledì 5 gennaio 2011

il cavallino a dondolo


Un piccolo cavallo a dondolo di legno prende il posto di busta, foglio bianco e francobollo.
Era stato donato ad E. parecchi anni fa dalla fidanzata e lo ha accompagnato fino ad ora.
Forse l'ha conservato così a lungo perché gli rievocava il tempo dell'infanzia (conserva una fotografia di lui da piccolo su un cavallo a dondolo), o perché in fondo una parte del suo animo è sempre rimasta bambina o semplicemente perché è legato ad un momento speciale della sua esistenza.
Così, me lo consegna senza aggiungere altri dettagli, ma il gesto delicato di farlo dondolare comunica più di tante parole...

mercoledì 15 dicembre 2010

la lettera


Pensavo fosse un'impresa impossibile ed invece, grazie ad un'amica, ho trovato la ballerina di flamenco per il piccolo torero ed il toro.
M. non ha scelto l'oggetto del baratto, lui aveva a casa da tempo la ballerina che stavo cercando e quando gli ho proposto lo scambio ha accolto con gioia la richiesta di entrar a far parte del BagattoBaratto in questo modo insolito.
A ben vedere, il gruppo di figure in suo possesso era già piuttosto numeroso: un altro torero uguale a quello che avevo in custodia, ma con un abito di colore diverso ed altri due ballerini gemelli stavano accanto alla prescelta, ma ha accolto ugualmente i due nuovi arrivati.
Al loro posto mi ha consegnato una busta bianca, un foglio bianco ed un francobollo.
Più di una volta ha scritto una lettera che raccontava di sé proprio per la persona a cui aveva comprato il torero.. una curiosa coincidenza: la lettera non è mai stata spedita ed il torero mai consegnato.
Così spera che quest'oggetto possa andare a chi desideri scrivere di sé a qualcuno, ma fino ad ora non è mai riuscito a farlo.

giovedì 18 novembre 2010

toro e torero


il Bagatto-Baratto continua le sue trasferte in cerca di chi desideri entrare a far parte del gioco.
Questa volta lo scambio avviene a Trento, a casa di I. che mi aveva contattata via e-mail perché interessato alle polaroid.
Scriveva: Ciao Clara,
ti ricordi di me? Il CS di Trento mancato per un pelo :)
Da allora ho visto e rivisto il tuo sito piu' volte e controllo con cura gli oggetti nelle tue mail in attesa del "mio" oggetto. Avrei detto che sarebbe stata una cosa legata ai viaggi, ma invece... mi entusiasma questa cosa di luci ed ombre.

L'oggetto che ha scelto di darmi in cambio è composto da due elementi: un piccolo torero ed un toro di terracotta.
Gli erano stati donati anni fa da un'amica ed in seguito un'altra amica per coincidenza gli ha regalato una ballerina di flamenco della stessa tipologia e dimensione.
Così sono rimasti a lungo sul comodino della sua camera, fino a che la sua ragazza senza volere a fatto cadere la ballerina che si è rotta. Dopo che il torero è rimasto senza la sua compagna anche I. si è diviso dalla sua ragazza, come se un sottile legame unisse I. al torero.
I. ha tenuto a lungo i frammenti della piccola figura, ma poi ha deciso di gettarli, forse perché ora vorrebbe dare al torero una nuova ballerina che gli stia accanto...

venerdì 22 ottobre 2010

ombre e luci


così come l'ampolla cela e protegge il profumo in essa contenuto, l'oggetto che mi consegna E. presenta una duplice identità: un lato luminoso ed uno ombroso.
Sono delle polaroid che fanno parte di una più ampia serie da lei realizzata anni fa mentre lavorava ad un lavoro su luci ed ombre.
Ogni immagine di luce ne presenta una d'ombra sul retro, due opposti che non possono fare a meno l'uno dell'altro.
Chi le riceverà avrà la possibilita di decidere ogni volta a quale lato dare visibilità e quale tenere nascosto o protetto.

il profumo e l'ampolla


così racconta D. raccontando del suo oggettobaratto:
"Il profumo di chiama The Blanc Zen...the bianco zen. L'ho usato per la prima volta dieci anni fa poi, a causa di un cambio di lavoro, non l'ho avuto più sotto il naso per molto tempo. L'ho ritrovato per caso dopo tre anni in un negozio di profumi, l'ho comprato e ricomprato per un po' perchè mi piaceva sentirmi addosso quella fragranza. Poi l'ho riperso, non volevo più spendere soldi per quel the!
L'ho ritrovato definitivamente qualche giorno prima di fare lo scambio con te, dopo almeno cinque anni di oblio; mi ha regalato le stesse sensazioni della prima volta che l'ho annusato e mi sono resa conto che, proprio come un'immagine, si era stampato in maniera indelebile nella mia memoria.
E' un profumo che mi rappresenta, perchè è fresco e speziato, intenso e avvolgente, pungente e morbido, fastidioso per alcuni....
L'ampollina l'ha portata mia mamma da Creta una quindicina di anni fa, è uno dei classici souvenir dell'isola. Ha vissuto sempre con me, mi ha seguita in tutti i miei traslochi e, sebbene non ami il gusto vagamente kitch delle sue decorazioni, l'ho sempre avuta in bella mostra in bagno."

domenica 3 ottobre 2010

il sasso a forma di cuore


è nel corso del viaggio in bicicletta a Vicenza che conosco M., lei incuriosita dal rimorchio con la lanterna rossa esce dal suo negozio per sapere di cosa si tratta... così mi accoglie, fa domande incuriosita ed io racconto.
Forse troverà un oggetto da consegnarmi in cambio di quello che trasporto, ma dobbiamo incontrarci diverse altre volte prima di dar vita al baratto, che avviene poche ore prima del mio rientro a casa.
Mi consegna un sasso a forma di cuore che ha trovato e raccolto durante una passeggiate nelle campagne di Noale, lei colleziona "cuori", me ne mostra uno di carta che aveva preparato per il marito e mi racconta di averne trovato uno sulle spiagge del Mar Rosso che poi ha donato ad un ragazzo del posto.
La lanterna, dice, verrà posizionata su un tavolo del soggiorno, dove ha allestito un angolo tutto suo.

in viaggio


per la prima volta il BagattoBaratto è in viaggio (per le vie di Vicenza) col suo nuovo mezzo di locomozione: una bicicletta con un piccolo rimorchio attrezzato per la lettura delle carte e per il trasporto dell'oggetto da barattare.
La lanterna rossa, oggetto perfetto per iniziare questa nuove esperienza, oscilla liberamente al ritmo delle pedalate e cerca di attrarre l'attenzione di chi si trova ad incrociare casualmente la sua traiettoria.

mercoledì 29 settembre 2010

la lanterna


una lanterna rossa prende il posto dello "scaldapensieri", è bello osservare come un'oggetto che si accende e scalda, lasci il posto ad un altro che si accende, illumina e scalda.
Effettivamente la scelta da parte di S. non è stata casuale.
Spesso la sera si trovava a pensare, scrivere, ma soprattutto suonare alla luce della lanterna e proprio per questo motivo era così legato all'oggetto; così lo scaldamani è stato preso immaginando di poter intiepidire le mani prima di suonare al freddo.
La lanterna racchiude al suo interno un testo scritto al lume della sua candela, chi la riceverà potrà decidere cosa farne, leggerlo e forse poi bruciarlo... a lui la libera scelta.

venerdì 24 settembre 2010

lo scaldapensieri


Ecco un altro oggetto insolito del quale ignoravo l'esistenza, si tratta di uno scaldamani, ma G. ha deciso di battezzarlo "scaldapensieri".
Gli è stato regalato da un'amica.
Per attivarlo è sufficiente dare fuoco al pezzo di carbone, chiudere il cofanetto verde ed il gioco è fatto, emanerà calore per lungo tempo.
Mi sono innamorata immediatamente di questo oggetto, mentre lo tenevo tra le mani ho immaginato il calore e la sensazione di gradevole protezione che sarà capace di dare.

Riporto ciò che mi è stato scritto da G. quando ha visto la tavoletta degli schemi di pallacanestro che poi ha ricevuto:
"Finalmente un oggetto Maschio.
Lo metterò in cucina per scriverci poesie d'amore e la lista della spesa.
Un oggetto maschio nella cucina delle pollastrelle...."

La colonna sonora di questa storia è: Drive di Marissa Nadler


lunedì 20 settembre 2010

la tavoletta degli schemi di pallacanestro


per la prima volta dall'inizio del "gioco", mi trovo tra le mani un oggetto di cui non conoscevo l'esistenza: una tavoletta che si utilizza durante le partite di pallacanestro per definire gli schemi, che vengono tracciati sulla stessa con un pennarello.
Apparteneva a F. dal 1995 quando l'aveva ricevuta a sua volta dal fratello che faceva l'arbitro. Effettivamente questo si può notare dalle iscrizioni che si trovano sia davanti che dietro la tavoletta.
Leggere tracce sono rimaste sulla sua superficie, come quando sulla spiaggia le impronte vengono lentamente cancellate dal passaggio delle onde, ma in fondo non cessano mai di esistere.